Renzi, Bersani e le figurine
E’ stato tutto molto bello venerdì scorso a Firenze tra Renzi e Bersani, quasi commovente: il comizio in coppia, gli abbracci sul palco, gli sguardi tra i due, le maniche di camicia, le pacche sulle spalle, il duetto con gli occhiali da blues brothers, eccetera eccetera. Renzi dunque ha accettato l’invito di Bersani e nei prossimi giorni scenderà in camper in alcune regioni a rischio per il centrosinistra, con l’obiettivo esplicito di motivare i suoi elettori a votare Pier Luigi anche se in campo non c’è Matteo in prima persona a guidare la coalizione.
15 AGO 20

E’ stato tutto molto bello venerdì scorso a Firenze tra Renzi e Bersani, quasi commovente: il comizio in coppia, gli abbracci sul palco, gli sguardi tra i due, le maniche di camicia, le pacche sulle spalle, il duetto con gli occhiali da blues brothers, eccetera eccetera. Renzi dunque ha accettato l’invito di Bersani e nei prossimi giorni scenderà in camper in alcune regioni a rischio per il centrosinistra, con l’obiettivo esplicito di motivare i suoi elettori a votare Pier Luigi anche se in campo non c’è Matteo in prima persona a guidare la coalizione. Il messaggio è chiaro, la meccanica però è un po’ furbetta – per non dire di più. Cioè: ma davvero Bersani crede sia sufficiente utilizzare Renzi come una figurina per tenere a distanza di sicurezza il Cav. – con tutti i suoi conigli nel cilindro? Bersani, in fondo, ha fatto dell’anti personalizzazione della politica un proprio tratto distintivo e in questo senso dovrebbe sapere che per allargare il consenso della sua coalizione (cosa di cui sembra abbia davvero un gran bisogno) occorre non solo far sfilare nell’arena i volti più frizzanti del suo partito ma occorre fare un passo in più, e spiegare, per esempio, che cosa intende prendere dal programma di Renzi per farlo proprio e portarlo con sé in campagna elettorale.
Di proposte buone nel programma di Renzi ce ne erano molte (sul fisco, sul lavoro, abolizione del finanziamento pubblico, sull’incentivo di 100 euro al mese da offrire ai ceti medi) e Renzi, a guardar bene, è riuscito a sfondare i confini del centrosinistra partendo non solo dalla sua bella faccia, ma anche dalle sue interessanti idee. Bersani, per non continuare a farsi dettare l’agenda dai suoi avversari, dovrebbe senza dubbio partire da qui. Mettere in campo il sindaco di Firenze – seppure in ritardo e seppure con modalità goffe – questo significa. E Renzi dovrebbe essere il primo a pretenderlo. Ma, per fortuna del centrodestra, al momento Bersani sembra accontentarsi di un tandem fatto di figurine, e non di programmi. Se così sarà, naturalmente è un’ottima notizia per la pazza rimonta del Cav.